Adulti e Anziani

PATTERN SINTOMATOLOGICI DI ADULTI E ANZIANI

Disturbi Psicotici (Psicosi)

Schizofrenia

Che cos’è la schizofrenia?
Il termine schizofrenia, derivante dalla parola greca schizophreneia e significa letteralmente “mente divisa”. I pazienti affetti da schizofrenia, circa l’1,1% della popolazione sopra i 18 anni, presentano spesso reazioni affettive alterate (ad esempio possono mettersi a ridere mentre stanno raccontando un evento tragico), possono avere allucinazioni durante le quali vanno incontro ad una specie di sdoppiamento del proprio Io. Altri sintomi caratteristici della schizofrenia sono: idee fisse a contenuto bizzarro (l’individuo crede all’esistenza di forze estranee che dirigono i pensieri, o che i suoi pensieri siano così potenti da influenzare eventi e persone), disordini di pensiero (incoerenza, pensieri illogici, incapacità di concentrarsi), disturbi motori (assunzione di posizioni bizzarre, periodi di eccitamento, mutismo, smorfie, risa senza fondamento). La schizofrenia è caratterizzata da episodi di psicosi, che sono stati mentali episodici durante i quali il paziente perde il senso della realtà. Il primo episodio di psicosi è spesso preceduto da Sintomi Prodromici (isolamento della vita sociale, incapacità di svolgere il proprio lavoro, comportamento e idee stravaganti, trascuratezza nell’igiene personale e appiattimento dei rapporti affettivi).

Quali sono le cause della schizofrenia?
La schizofrenia sembra essere causata da una combinazione di fattori genetico-biologico-psicologici.

Fattori genetici: I fattori genetici hanno una notevole importanza nello sviluppo della schizofrenia. Si pensa che ci sia un legame tra la schizofrenia e il braccio lungo del cromosoma 5.

Fattori biologici: L’eziologia della schizofrenia sembra essere legata anche a un difetto di produzione della dopamina.

Fattori psicologici: Le esperienze soggettive e il contesto familiare giocano sicuramente un ruolo predominante nello sviluppo della malattia.


Quali sono i sintomi della schizofrenia?
I sintomi che si manifestano durante gli episodi di psicosi sono chiamati Sintomi Positivi e sono idee deliranti, allucinazioni, comportamenti bizzarri e incongruenti. I deliri portano i pazienti a pensare che le persone possano leggere nei loro pensieri o complottino contro di loro. In altri casi invece lo schizofrenico può arrivare a credere di poter leggere nel pensiero degli altri controllandone la mente. Le allucinazioni portano i pazienti a sentire o vedere cose che non esistono. I sintomi che si manifestano mentre gli episodi psicotici sono assenti sono detti Sintomi Residui o Negativi e sono la piattezza emotiva, la mancanza di espressione, l’incapacità di iniziare e portare a termine le azioni più comuni e la perdita di interesse per la vita. Una terza categoria di sintomi presenti nello schizofrenico sono detti Sintomi Disorganizzati. Questi sono rappresentati dalla confusione del pensiero e del linguaggio e da comportamenti senza senso.

Riassumendo, la persona affetta da Schizofrenia confonde le sue allucinazioni con la realtà, fa fatica a comunicare con gli altri e tende ad isolarsi. Può riferire di: sentire voci o provare sensazioni fisiche irreali, di essere perseguitato o vittima di qualche forza oscura.

La persona affetta da questo disturbo in genere:

  • non reagisce a stimoli positivi e negativi;
  • non prova emozioni particolari (appiattimento affettivo);
  • assume comportamenti e posizioni del corpo strane e/o rigide;
  • è agitato o al contrario trascorre ore e ore a letto;
  • ha difficoltà nel fare cose semplici, come cucinare o vestirsi;
  • può trascurare la sua igiene personale o presentarsi in disordine;
  • può avere comportamenti sessuali inadeguati, come ad esempio masturbarsi in pubblico.


Schizofrenia: sottocategorie
La schizofrenia può essere di tipo:

  • Catatonico: dove predomina il mutismo e l’assunzione di posture anomali
    La forma catatonica si caratterizza da un grave distacco dalla realtà che si esprime in lunghi stati di immobilità e brevi crisi di intensa agitazione. Il catatonico è ossessionato dal timore di poter fare azioni sbagliate o di porsi a stimoli ed esperienze che lo danneggino, perciò preferisce immobilizzarsi facendo a meno di lavarsi, di vestirsi e di mangiare.
     
  • Paranoide: dove predomina il delirio di persecuzione.
    Nella forma paranoide il soggetto, non potendo più venire a patti con una realtà ansiogena e non riuscendo più ad opporre delle valide difese ad un’ambiente ritenuto ostile, decide di “cambiare la realtà”. Egli non pensa più di dover modificare il proprio comportamento ma ritiene di essere vittima delle azioni malevole delle altre persone, perciò è sospettoso, ostile ed elabora deliri (di grandezza, di gelosia, erotici, ecc.) che gli consentono di trovare una giustificazione alle proprie sofferenze.
     
  • Esiste anche una terza forma di schizofrenia, detta Ebefrenica: caratterizzata da comportamenti confusionali e incoerenti (sorrisi insensati, comportamenti infantili, ecc.). L’ebefrenico rivela la volontà di abbandonare la lotta, di non crescere psicologicamente per non dover competere ed essere quindi sottoposto al giudizio, alla disapprovazione degli altri e dover confrontarsi con la loro aggressività.
Disturbo Schizofreniforme
Disturbo Schizoaffettivo
Disturbo Delirante
Disturbo Psicotico Breve
Disturbo Psicotico Condiviso

Disturbi di Somatizzazione

Disturbo di Somatizzazione

Si parla di Disturbi Somatoformi quando una persona lamenta dolori e sintomi fisici che le creano notevole disagio nella vita di tutti i giorni e le fanno pensare di avere problemi di salute.
Questi sintomi però non sono causati da una situazione medica, non derivano dall'uso di farmaci, non derivano da altri disturbi.

I dolori avvertiti, comunque, non dipendono dalla volontà dell'individuo e non sono simulati. Di solito la persona ne parla con il suo medico o altri specialisti senza che questi possano trovare una causa fisica reale ai sintomi descritti dalla persona.

I Disturbi Somatoformi sono diversi a seconda di come si presentano.

  • Il Disturbo di Somatizzazione presenta più sintomi (gastrointestinali, neurologici, sessuali ecc.) e dura anni.
Disturbo Somatoforme
Disturbo di Conversione
Disturbo Algico
Ipocondria
Dismorfismo Corporeo

Disturbi Sessuali

Disturbi del Desiderio Sessuale

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Disturbi dell' Eccitazione Sessuale
Disturbi dell' Orgasmo
Disturbi da Dolore Sessuale
Parafilie
Disturbi dell' Identità di Genere

Disturbi dell' Adattamento

Disadattamento

Che cos' è il Disturbo dell' Adattamento?

La diagnosi comprende un’ampia gamma di risposte disadattive croniche o ripetute allo stress psicologico. 
Queste reazioni sono considerate un disturbo dell'adattamento se si verificano nei tre mesi successivi all'evento stressante e non durano più di sei mesi. Possono essere risposte a problemi come una malattia o un cambiamento in famiglia, o tappe fondamentali dello sviluppo come la povertà, il momento in cui si va a via di casa per frequentare l'università o per fare il servizio militare, il matrimonio, i cambiamenti di lavoro o la nascita di nuovi interessi. I disturbi dell'adattamento implicano umore ansioso e/o depresso, disturbi della condotta, lamentele fisiche, ritiro, inibizione lavorativa o scolastica o un misto di questi problemi.
Gli stati affettivi che accompagnano i disturbi dell'adattamento variano da individuo a individuo. Spesso, una caratteristica affettiva preponderante è un vago disagio che deriva dalla sensazione di essere in un momento di cambiamento o di passaggio con conseguenti sentimenti pervasivi di incertezza e apprensione.
I pattern cognitivi possono essere caratterizzati dalla concentrazione sullo stress attuale o dal marcato evitamento del cambiamento che il paziente ha bisogno di assimilare. I pazienti possono essere quindi molto assorbiti dal cambiamento che stanno affrontando o dai tentativi messi in atto per evitare questo cambiamento.
Gli stati somatici che spesso accompagnano la reazione allo stress e la loro natura dipendono dalla risposta affettiva.
I modi tipici di relazionarsi agli altri possono essere caratterizzati da un aumento delle espressioni di dipendenza o da tentativi di distanziarsi dalle relazioni potenzialmente utili per via della vergogna data dall’aumento della sensazione del bisogno.

Disturbi Fittizi

Disturbi Fittizi

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Ossessioni e Compulsioni

Ossessioni e Compulsioni

Che cos'è il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il disturbo è caratterizzato dalla presenza di idee fisse, pensieri e immagini mentali (ossessioni) che invadono e disturbano la vita di una persona, provocando grande sofferenza. Per cercare di placare l'ansia causata da queste idee disturbanti, le persone reagiscono con comportamenti ripetitivi, impulsi irrefrenabili (compulsioni) che spingono a fare cose anche contro la propria volontà.
Per esempio la persona può focalizzarsi su pensieri o immagini dei propri cari in fin di vita e può pensare che, se non commette subito una determinata azione (come ad esempio contare fino a 10, o lavarsi le mani, o dire determinate parole), esse moriranno davvero.

Nota: il disturbo ossessivo compulsivo è da non confondere con il Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalità.

Dati statistici sul Disturbo Ossessivo Compulsivo. Il disturbo colpisce con più frequenza adolescenti e giovani adulti. La media oscilla fra lo 0,5 e il 2% circa, ma può manifestarsi anche nei bambini, negli adulti e nelle donne dopo il parto.

Quali sono le cause del Disturbo Ossessivo Compulsivo

Fra le cause si pensa che ci siano quelle genetiche. Il disturbo, infatti, è frequente fra i membri della stessa famiglia e può essere anche connesso al Disturbo di Tourette (nel 35/50% dei casi).
Nei bambini si è visto che può essere causato anche da gravi infezioni da Streptococco (ad es. "gola da streptococco" e scarlattina).

Quali sono i sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il disturbo spesso riguarda paura di microbi, sporcizia e contagio, può causare Ipocondria (preoccupazione eccessiva per le malattie e la salute) e, nei casi estremi, spingere all'isolamento nella propria casa. Altre volte causa dubbi insistenti (ad es. "Avrò chiuso la porta?") che spingono a ripetere gli stessi gesti molte volte, oppure un morboso desiderio di mettere ordine o la paura di fare male a qualcuno.

Le persone con questo disturbo in genere tendono a:

  • lavarsi di continuo, temere il contatto con gli altri;
  • ripetere ossessivamente le stesse azioni tante volte;
  • compiere azioni mentali: contare, pregare, ripetersi le stesse cose;
  • mettere e rimettere in ordine con una precisione esagerata;
  • cercare di esercitare il controllo sulle cose e sulle situazioni;
  • evitare molte situazioni e auto-limitare la propria libertà;
  • abuso di farmaci (ansiolitici, ipnotici ecc.), alcool o altre sostanze;
  • sensi di colpa, senso di responsabilità morboso, insonnia.

Disturbo Ossessivo Compulsivo: sottocategorie

In genere le persone si rendono conto dell'esagerazione delle proprie fissazioni e si sentono molto limitate dalle proprie compulsioni, altre volte non ne sono consapevoli. In questo caso si parla di Disturbo Ossessivo Compulsivo con Scarso Insight, dall'inglese "intuito" che – nei casi più gravi - può portare a perdere il senso della realtà e a sviluppare un Disturbo Psicotico con deliri.

Disturbi del Controllo degli Impulsi

Disturbo Esplosivo Intermittente

Che cos'è il Disturbo Esplosivo Intermittente

Si parla di Disturbo Esplosivo Intermittente quando una persona ha spesso reazioni aggressive esagerate rispetto alla causa e alla situazione ed è spinta a compiere azioni potenzialmente pericolose per se stessa e per gli altri.
A volte la rabbia si manifesta senza un motivo apparente.

La persona con questo disturbo non può fare a meno di resistere a questo impulso violento. Prova una forte tensione – una specie di eccitazione – che si placa solo dopo avere compiuto il gesto aggressivo.
Subito dopo si sente sollevata, gratificata, altre volte invece può provare rimorso o temere conseguenze legali per il gesto compiuto, che può andare dall'aggressione fisica all'aggressione verbale (insulti, minacce, ecc.), dal ferimento o lesione intenzionali di una persona alla distruzione di oggetti e cose (danni alla proprietà).

Questo Disturbo del Controllo degli Impulsi è fonte di un grande disagio psicologico, problemi sociali, nelle relazioni con gli altri e con la giustizia.

Dati statistici sul Disturbo Esplosivo Intermittente. Non abbiamo dati precisi sul disturbo. In genere può fare la sua comparsa nella fanciullezza e in adolescenza, anche in modo improvviso e senza avvisaglie.

Quali sono le cause del Disturbo Esplosivo Intermittente

Le cause del disturbo vanno sicuramente ricercate nella storia e nel vissuto della persona, ma anche nel contesto in cui vive. Accanto alle cause psicologiche, sociali e ambientali, è stata riscontrata una certa familiarità, soprattutto fra i figli di persone con Disturbi dell'Umore o Correlati all'uso di Sostanze.
Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che nelle persone affette da questo disturbo possono esserci alterazioni nel sistema neurologico o nel metabolismo della serotonina.

Quali sono i sintomi del Disturbo Esplosivo Intermittente

Il Disturbo Esplosivo Intermittente consiste in un impulso irrefrenabile a compiere azioni o gesti violenti e aggressivi. Questo comportamento può causare: disagio psicologico, stress, difficoltà sociali e familiari, economiche e con la giustizia. Vengono messe a rischio l'integrità fisica propria e delle altre persone (ad esempio a causa di risse).

Prima di cedere all'impulso, il disturbo si manifesta con:

  • irritabilità;

  • eccitamento psichico;

  • grande energia e forza;

  • accelerazione dei pensieri;

  • formicolii e tremori;

  • palpitazioni e pressione alla testa e al torace.

La tensione si scioglie non appena è stato compiuto il gesto aggressivo.

Cleptomania
Piromania
Gioco d' Azzardo Patologico
Tricotillomania
Shopping Compulsivo

Disturbi da Uso/Dipendenza da Sostanze

Disturbi Correlati agli Allucinogeni

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Disturbi Correlati agli Inalanti
Disturbi Correlati alla Nicotina
Disturbi Correlati agli Oppiacei
Disturbi Correlati ai Sedativi, Ipnotici o Ansiolitici

Disturbi da Uso/Dipendenza da Sostanze

Disturbi Correlati all' Alcol

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Disturbi Correlati alla Caffeina
Disturbi Correlati alla Cannabis
Disturbi Correlati alla Cocaina
Disturbi Correlati alle Amfetamine e Fenciclidina

Disturbi d’Ansia

Ansia Generalizzata

Che cos'è il Disturbo d'Ansia Generalizzato

Si parla di Disturbo d'Ansia Generalizzato quando una persona - per oltre 6 mesi - vive in uno stato di ansia e preoccupazione eccessive e costanti, che non riesce a controllare. Ha il sonno disturbato (incubi), può soffrire di insonnia e tensioni muscolari, non riesce a rilassarsi, si stanca facilmente, è inquieta e irritabile.
A scatenare l'ansia non è qualcosa di reale e concreto: la persona passa da una preoccupazione all'altra, e questo causa frequenti distrazioni e difficoltà a concentrarsi.

Nei bambini il disturbo si manifesta con una preoccupazione eccessiva sul rendimento scolastico, un forte timore del giudizio degli altri e con l'insicurezza. Spesso i bambini che ne soffrono diventano perfezionisti e conformisti per cercare approvazione e rassicurazioni continue. Gli adulti che soffrono di questo disturbo vivono in uno stato di preoccupazione continua, come se potesse accadere un disastro da un momento all'altro. L'apprensione costante può riguardare il lavoro, la situazione economica, la propria salute o quella dei propri cari, spesso c'è il forte timore che possa accadere loro qualcosa di brutto.

Dati statistici sul Disturbo d'Ansia Generalizzato. Il disturbo può colpire dal 3 al 5% delle persone. Sembra più diffuso fra bambini e ragazzi e fra le donne. Dopo i 20 anni è più raro.

Quali sono le cause del Disturbo d'Ansia Generalizzato

Il Disturbo d'Ansia Generalizzato può avere una componente familiare e può essere causato da fattori ambientali, avvenimenti stressanti o cambiamenti radicali della vita. Può colpire le persone che hanno parenti di primo grado che hanno sofferto di questo o altri Disturbi d'Ansia e dell'Umore, come il Disturbo Depressivo Maggiore. Infine possono esserne colpite le persone che, per le loro caratteristiche o per l'educazione ricevuta, tendono a vivere le cose in modo apprensivo e a pensare che possa accadere il peggio.

Quali sono i Sintomi del Disturbo d'Ansia Generalizzato

La persona con Disturbo d'Ansia Generalizzato sembra sempre in allarme.
Le preoccupazioni che la tormentano possono essere concrete e semplici (ad es. la puntualità) fino a catastrofiche, e causano sintomi che interferiscono nella sua vita:

  • paure irrazionali, esagerate o ingiustificate;
  • costante attesa apprensiva (ansia e preoccupazioni);
  • difficoltà a dormire e incubi ricorrenti;
  • senso di inquietudine e nervosismo;
  • facile affaticamento e debolezza;
  • difficoltà nella concentrazione;
  • vuoti di memoria.

Possono essere presenti altri sintomi fisici come: bocca asciutta, diarrea, groppo alla gola, nausea, sudorazione eccessiva, tremori e bisogno frequente di fare la pipì.

Attacchi di Panico
Agorafobia
Fobie Specifiche
Fobia Sociale

Disturbi dell' Umore

Disturbo Depressivo Maggiore

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Disturbo Distimico
Disturbo Bipolare
Disturbo Ciclotimico

Disturbi Dissociativi

Amnesia Psicogena

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Disturbo Dissociativo dell’Identità
Disturbo di Depersonalizzazione
Derealizzazione

Disturbi del Sonno

Insonnia

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Ipersonnia
Narcolessia
Disturbo da Incubi
Terrore nel Sonno
Disturbo da Sonnambulismo

Disturbi dell’Alimentazione

Anoressia Nervosa

Che cos'è l' Anoressia

L'Anoressia è un Disturbo dell'Alimentazione che consiste in un'alterazione nella percezione della forma, della dimensione e del peso del corpo.
Le persone che soffrono di questo disturbo hanno paura di prendere peso e tendono a rifiutare il cibo: controllano costantemente quanto pesano, riducono le quantità e spesso anche la varietà a pochi generi alimentari ipocalorici. Alcune ragazze con problemi di anoressia fanno tantissima attività fisica, altre ricorrono a farmaci lassativi e diuretici, altre ancora vomitano quello che hanno mangiato, anche se si tratta di piccole quantità di cibo.
Anche quando il dimagrimento è evidente, continuano a mangiare poco e a voler dimagrire ulteriormente. Alcune persone vivono questa situazione con disagio, altre non ne sono consapevoli o rifiutano di affrontarla o di parlarne.

Dati statistici sull'Anoressia. L'Anoressia Nervosa colpisce lo 0,5% della popolazione dei paesi industrializzati, al 90% si tratta di donne di solito fra i 13 e i 18 anni, ma può presentarsi anche successivamente.

Quali sono le cause dell' Anoressia

L'Anoressia è causata da molteplici fattori, soprattutto di natura psicologica.
Del resto il primo contatto che la persona ha con il mondo - nella primissima infanzia - passa attraverso il cibo e alcuni studiosi sostengono che esso diventa anche un modo per comunicare piacere o avversione verso le cose o le situazioni.
È sempre attraverso il cibo che si manifestano disagio, frustrazione o altri conflitti psicologici: si pensi, per esempio, a quando ci si chiude lo stomaco dopo una notizia sconvolgente, alla fame nervosa o ai meccanismi di compensazione attraverso il cibo (ad es. ci si abbuffa di cioccolato quando ci sente tristi e soli).

Fra le cause abbiamo inoltre:

  • fattori sociali e culturali: l'Anoressia è molto diffusa nei paesi industrializzati in cui trionfa il culto della magrezza;

  • fattori familiari: è diffusa fra i parenti di primo grado di persone con lo stesso disturbo;

  • fattori particolarmente stressanti o "precipitanti": per esempio un cambiamento radicale nella vita della persona o il passaggio all'età adulta.

Quali sono i sintomi dell' Anoressia

Il sintomo principale dell'Anoressia è una vistosa perdita di peso, al di sotto del peso forma minimo rispetto all'altezza e all'età. Si manifesta in diversi modi - con segnali fisici e psicologici - e a sua vota può causare alterazioni e disturbi fisici.
A livello psicologico si notano: sofferenza emotiva, perdita di energie o iperattività, umore depresso o irritabile, mancanza di iniziativa in società, calo del desiderio sessuale, sintomi ossessivo compulsivi (pensieri fissi che spingono a comportamenti irrefrenabili, come mangiare e vomitare).

Fra le principali manifestazioni fisiche abbiamo:

  • eccesso di attività sportiva;

  • assunzione di lassativi, diuretici o uso di clisteri;

  • induzione del vomito;

  • disturbi del sonno;

  • alterazione o scomparsa del ciclo mestruale;

  • dolori addominali;

  • intolleranza al freddo.

Anoressia: sottocategorie

L'Anoressia Nervosa può essere con Restrizioni, ossia diete drastiche senza vomito o uso di lassativi o diuretici, o con Abbuffate/Condotte di Eliminazione, cioè una persona si provoca il vomito dopo avere mangiato, spesso abbuffandosi in modo nervoso, oppure usa lassativi, clisteri o diuretici.

Bulimia Nervosa
Obesità
Vomiting
Binge Eating

Traumi Psichici

PTSD

Che cos' è il Disturbo Post Traumatico da Stress

Il Disturbo Post-traumatico da Stress (DPTS o PTSD, dall'inglese Post-Traumatic Stress Disorder) può colpire chi ha vissuto un trauma, una minaccia di morte oppure lesioni e, a seguito di questo, rivive il momento drammatico in maniera grave e insistente, tanto da compromettere le normali attività quotidiane.

Coloro che sviluppano il disturbo sono stati coinvolti più o meno direttamente in un grave episodio, in prima persona o come spettatori. Può anche accadere che il disturbo si manifesti a seguito di una terribile notizia: un lutto inaspettato, una morte violenta, una malattia gravissima di una persona amata.
Il Disturbo Post-traumatico da Stress può comparire dopo un mese, ma anche molto tempo dopo il trauma, e durare da tre mesi a un anno.
Non tutti coloro che hanno subito un trama possono sviluppare il DPTS.

Dati statistici sul Disturbo Post-traumatico da Stress. Sappiamo che negli USA il disturbo colpisce l'8% della popolazione. In genere può colpire a qualsiasi età. Normalmente esordisce entro 3 mesi da un evento traumatico ma può comparire anche dopo 6 mesi o un anno.

Quali sono le cause del Disturbo Post Traumatico da Stress

Fra le esperienze traumatiche che possono causare il DPTS ci sono: scippo, aggressione, molestie, abuso sessuale, rischio di morte o lesioni per sé o altre persone, sequestro di persona, gravi incidenti (auto, aereo ecc.), disastri naturali (ad es. terremoto), attacchi terroristici, guerra, ma anche il racconto di un evento molto traumatico.
Ci sono cause genetiche, se per esempio si ha un parente di primo grado che già soffre di Disturbi d'Ansia o ha una storia di Depressione, e fattori predisponenti, quando una persona ha già vissuto un piccolo trauma.

Quali sono sintomi del Disturbo Post Traumatico da Stress

Le persone con DPTS in genere reagiscono al trauma rivivendolo attraverso: sogni, pensieri, immagini ricorrenti che provocano ansia e paura intensa. I bambini lo fanno anche attraverso il gioco.
Per prevenire questo malessere, le persone colpite evitano tutto ciò che può ricordare l'evento drammatico.

I sintomi principali sono:

  • insonnia e incubi ricorrenti;
  • ansia e paura costanti e diffuse;
  • ricordi assillanti e dolorosi, flashback o al contrario amnesie (vuoti di memoria);
  • mancanza di concentrazione e memoria, difficoltà a svolgere compiti e mansioni;
  • riduzione di interessi, attività, relazioni sociali o scambi di affetto;
  • demoralizzazione e perdita di speranza per il futuro;
  • sensi di colpa per essere "sopravvissuti".

La persona - adulto o bambino che sia - può essere iper-sensibile e iper-reattiva, cioè stare sempre in allerta e andare in allarme per piccole cose (iper-attivazione). Al contrario, può anche essere "dissociata": sembrare priva di emozioni, essere distaccata dalla realtà e dagli altri (anestesia emozionale).

Disturbo Post Traumatico da Stress: sottocategorie

Il Disturbo Post-traumatico da Stress può essere Acuto se dura meno di 3 mesi; Cronico se persistono sintomi gravi oltre i 3 mesi (possono durare anni); Ad Esordio Tardivo se si manifesta dopo 6 mesi o più dall'evento traumatico.
A volte i sintomi possono manifestarsi anche dopo un anno, soprattutto se una persona vive un altro trauma, anche meno grave del precedente; se il Disturbo è grave e Cronico la persona può arrivare ad avere allucinazioni e paranoie, comportamenti impulsivi e di autolesionismo, fino a essere ostile e a ritirarsi in se stessa.

Disturbo Acuto da Stress

PATTERN DI PERSONALITÀ DISFUNZIONALI DI ADULTI E ANZIANI

Disturbi Schizoidi di Personalità
Sono persone sensibili agli stimoli interpersonali che tendono generalmente a rispondere a questi con un ritiro difensivo. Molto spesso temono di essere controllati, invasi, inglobati,  soverchiati e traumatizzati e associano tale pericolo al coinvolgimento con altre persone. Sono individui introversi, solitari e distaccati che al tempo stesso possono provare un forte desiderio di intimità. Possono essere estremamente consapevoli di alcune caratteristiche della vita interiore che in soggetti con altri tipi di personalità tendono a rimanere inconsce. Alcuni individui schizoidi si ritirano fisicamente in uno stato di isolamento simile a quello degli eremiti; altri invece si ritirano nel mondo della fantasia privilegiando sogni ad occhi aperti. Riescono a trarre beneficio dalle psicoterapie che permettono loro di fare esperienza di un’intimità emotiva e al tempo stesso rispettano il loro bisogno di uno spazio interpersonale adeguato.
- Pattern costituzionali maturativi: molto sensibile, timido, reattivo agli stimoli;
- Tensione/preoccupazione principale: paura dell’intimità/desiderio di intimità;
- Affetti principali: dolore emotivo generale quando iperstimolato, affetti così potenti che sente di doverli reprimere;
- Credenza patogena relativa a se stessi: "la dipendenza e l’amore sono pericolosi";
- Credenza patogena relativa agli altri: "il mondo sociale esercita pressioni e mette pericolosamente a rischio di sentirsi invasi";
- Modi principali di difendersi: ritiro, sia fisico che nella fantasia, e preoccupazioni idiosincratiche.
Disturbi Schizotipici di Personalità
Disturbi Paranoidi di Personalità
Disturbi Psicopatici di Personalità
Disturbi Antisociali di Personalità
Disturbi Sadici di Personalità
Disturbi Masochistici di Personalità
Disturbi Narcisistici di Personalità
Si collocano lungo un continuum di gravità che va dal confine con i disturbi nevrotici fino alle condizioni più gravi.
Le persone nello spettro più sano possono anche essere socialmente appropriate, avere successo, essere affascinanti e, pur non avendo grandi capacità di intimità, essere ragionevolmente ben adattati alle loro famiglie, al lavoro e all'interessi che coltivano. Invece, le personalità narcisistiche collocate all’estremo più patologico del succitato continuum, soffrono di una chiara diffusione dell’identità, non hanno un senso coerente della moralità e possono comportarsi in modi molto distruttivi e carichi di aggressività sadica (narcisismo maligno).
L’esperienza soggettiva è un senso di vuoto interiore, mancanza di significato e un bisogno ricorrente di conferme esterne circa la loro importanza e il loro valore (personalità come se). Quando ottengono tali conferme (in forma di status, ammirazione, ricchezza o successo)  tendono a comportarsi in modo grandioso accompagnato da euforia e trattano con disprezzo le altre persone (spesso dai tratti dipendenti); viceversa, quando l'ambiente non riesce a fornire questo tipo di conferme, tendono a sentirsi depressi, a provare vergogna, e sono invidiosi verso coloro che hanno ciò che loro non riescono ad ottenere. Sono soggetti aventi preoccupazioni ipocondriache che e che tendono a somatizzare.  Per difendere la propria autostima ferita, concentrano le loro energie nel confronto con le altre persone e tendendo a idealizzare o svalutare gli altri:
- quando le idealizzano si sentono speciali per avere una relazione con loro;
- quando le svalutano si sentono superiori.
Sottotipi sono:
Arrogante: crede di avere tutti i diritti, svaluta le altre persone e colpisce sopratutto per quanto è vanitoso/manipolatorio o carismatico/dominante;
Depresso/Svuotato: si comporta in modo da ingraziarsi gli altri, cerca persone da idealizzare, è facilmente ferito e prova un’invidia cronica per le persone che vede in una posizione di superiorità.
Pattern costituzionali maturativi: spesso a loro volta figli di un genitore narcisista;
Tensione/preoccupazione principaleAumento/Abbassamento dell’autostima;
Affetti principalivergogna, disprezzo e invidia;
Credenza patogena relativa a se stessi: “ho bisogno di essere perfetto per sentirmi bene”;
Credenza patogena relativa agli altri: “gli altri apprezzano la ricchezza, la bellezza, il potere e la fama, per cui più ne ho e meglio mi sento”;
Disturbi Depressivi di Personalità
Disturbi Ipomaniacali di Personalità
Disturbi Somatizzanti di Personalità
Disturbi Dipendenti di Personalità
Disturbi Fobici (evitanti) di Personalità
Disturbi Ansiosi di Personalità
Disturbi Borderline di Personalità
Le persone con Disturbo Borderline di Personalità tendono ad avere difficoltà relazionali ricorrenti, incapacità di intimità emotiva, periodi di angoscia e di grave depressione, vulnerabilità all’abuso di sostanze e sono ad elevato rischio autolesivo.
Questi soggetti fanno un uso eccessivo di meccanismi difensivi primitivi che implicano un alto livello di distorsione della realtà, come la scissione e l’identificazione proiettiva.
I pazienti che sono situati al margine estremo della personalità borderline provocano negli altri sentimenti molto forti che sono molto difficili da gestire e contenere. Spesso si tratta di sentimenti come rabbia, paura o noia, ma sono anche molto frequenti le fantasie di salvataggio e il desiderio di curare questi pazienti con l’amore. Alcuni di questi pazienti possono confondere il terapeuta e portarlo a considerarli psicotici poiché raccontano di sentire le voci, ma al contrario dei veri psicotici i borderline riconoscono queste voci come un qualcosa che proviene dall’interno e non dall’esterno.
Molti sono soliti attribuire i propri sentimenti agli altri e autoconvincendosi della correttezza delle proprie percezioni si comportano di conseguenza.
Disturbi Ossessivi di Personalità
Disturbi Compulsivi di Personalità
Disturbi Isterici (Istrionici) di Personalità
Disturbi Dissociativi di Personalità
Disturbi di Personalità Multipla
Disturbi Misti di Personalità

Contatti

Il dott. Giuseppe Del Vescovo riceve a:

TORINO - Corso Guglielmo Marconi, 4

ANCONA - Via Castelfidardo, 4

Tel.: +39 3476662697

Fax.: +39 0117920493

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